La Nostra visione

Se non ora
quando?

La crisi climatica ha assunto dimensioni che non possono più essere ignorate. E l’Italia è il Paese che può prendere la leadership della nuova economia green per tre buone ragioni.
La prima: abbiamo molto da perdere con la crisi climatica.
La seconda: abbiamo molto da guadagnare con la transizione ecologica.
La terza: siamo capaci di farlo.

Vediamo perché.

1.

Abbiamo molto
da perdere con
la crisi climatica.

L’Italia è il Paese europeo più esposto alla crisi climatica. È un grande importatore di combustibili fossili (nel 2019 ci sono costati quasi 40 miliardi di euro, una super finanziaria). È un Paese povero di materie prime e la crescente instabilità dei loro prezzi rappresenta un rischio economico consistente (il prelievo dei materiali a livello globale è cresciuto di 3,5 volte in meno di 50 anni).

Ha un territorio fragile e particolarmente vulnerabile all’aumento di frane e alluvioni collegate alla maggiore intensità delle piogge (in 10 anni gli eventi atmosferici estremi si sono moltiplicati per 7). L’agricoltura di qualità e il turismo rappresentano voci di bilancio importanti e vengono compromesse dalla crisi climatica (un quinto del territorio italiano è a rischio desertificazione).

2.

Abbiamo molto
da guadagnare
con la transizione ecologica.

Abbiamo rilevanti fonti di energia rinnovabile e buone capacità tecniche e industriali per passare a un modello energetico climaticamente neutrale. Inoltre, la domanda di qualità ambientale sta crescendo e i prodotti di qualità del made in Italy hanno ottime prospettive di crescita, a patto che mantengano e migliorino gli standard di sostenibilità climatica ed ecologica.
Infine, abbiamo un patrimonio culturale e naturale così noto da aver reso lo stile di vita italiano un brand mondiale: non possiamo sprecarlo.

3.

Siamo capaci
di innovare.

Siamo un Paese manifatturiero povero di materie prime ma capace da sempre di fare molto con poco: ci siamo ingegnati a costruire un’economia circolare quando ancora non si chiamava così. Ora non possiamo più crescere con un modello lineare ad alto spreco di risorse, abbiamo bisogno di cambiamenti verso un’economia circolare e rigenerativa.

Anche le nostre città, diventando protagoniste di una transizione ecologica, potranno così reagire ai rischi di declino e diventare più vivibili e più capaci di attrarre investimenti, nuove attività, importanti flussi turistici. L’Italia ha le potenzialità e le capacità per vincere la sfida ambientale e per trasformarla in occasione di rilancio della qualità della sua economia e del suo benessere, per avviare un vero e proprio nuovo rinascimento. Non a caso questa parola, rinascimento, ha un valore universale ed è nata in Italia.

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