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Siccità e desertificazione: numeri e fatti

La 15a Conferenza delle parti (COP15) della Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la desertificazione (UNCCD), tenutasi lo scorso maggio ad Abidjan, Costa d’Avorio, ha presentato una fotografia allarmante del fenomeno.

Ecco qualche dato indicativo:

  • Dal 1970 al 2019, la siccità è stata uno dei rischi che ha portato alle maggiori perdite umane, con un totale di circa 650.000 morti.
  • Il  17% della popolazione all’interno dell’Unione Europea è colpita dalla siccità.
  • Nell’UE e nel Regno Unito, le perdite annuali dovute alla siccità sono attualmente stimate in circa 9 miliardi di EUR (1,4 in Italia) e sono previste salire a oltre 65 miliardi di EUR senza un’azione significativa per il clima

La conferenza si è conclusa con “Un impegno globale unito per rafforzare la resilienza alla siccità e investire nel ripristino della terra per la prosperità futura”.

In evidenza tra i nuovi impegni:

  • Accelerare il ripristino di un miliardo di ettari di terreno degradato entro il 2030 migliorando la raccolta e il monitoraggio dei dati per monitorare i progressi rispetto al raggiungimento degli impegni di ripristino del territorio e stabilendo un nuovo modello di partenariato per programmi di investimento paesaggistico integrato su larga scala;
  • Aumentare la resilienza alla siccità, migliorando le politiche nazionali e l’allerta precoce, il monitoraggio e la valutazione; apprendimento e condivisione della conoscenza; costruire partenariati e coordinare l’azione; e mobilitare il finanziamento della siccità.
  • Istituire un gruppo di lavoro intergovernativo sulla siccità per il periodo 2022-2024 per esaminare le possibili opzioni, compresi gli strumenti politici globali e i quadri politici regionali, per sostenere il passaggio dalla gestione reattiva alla siccità a quella proattiva.
  • Affrontare la migrazione forzata e lo sfollamento causati dalla desertificazione e dal degrado del suolo creando opportunità sociali ed economiche che aumentino la resilienza rurale e la stabilità dei mezzi di sussistenza e mobilitando risorse, anche dalla diaspora, per progetti di ripristino del territorio;
  • Migliorare il coinvolgimento delle donne nella gestione del territorio in quanto importanti fattori abilitanti per un efficace ripristino del territorio, affrontando le sfide di proprietà fondiaria comunemente incontrate da persone in situazioni vulnerabili e raccogliendo dati disaggregati per genere sugli impatti della desertificazione, del degrado del suolo e della siccità;
  • Affrontare le tempeste di sabbia e polvere e altri crescenti rischi di catastrofi progettando e implementando piani e politiche tra cui allerta precoce e valutazione del rischio e mitigando alla fonte le cause di origine umana;
  • Promuovere posti di lavoro dignitosi per i giovani e l’imprenditoria giovanile e rafforzare la partecipazione dei giovani al processo UNCCD;
  • Garantire maggiori sinergie tra le tre Convenzioni di Rio, comprese le complementarità nell’attuazione di questi trattati attraverso soluzioni basate sulla natura e definizione di obiettivi a livello nazionale.
Cosa farà l’Italia per onorare questi impegni?
 

Non pensiamo infatti che siccità e desertificazione siano lontani da noi.

Secondo lo studio “Drought in northern Italy” eseguito dal Global Drought Observatory (GDO) del Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea, pubblicato a marzo 2022, la stagione invernale appena trascorsa (2021/2022) si è conclusa con un deficit medio di precipitazioni del 65% rispetto alla media 1991-2020.

L’immagine qui a fianco mostra la situazione  nel bacino del Fiume Po all’inizio di marzo 2022: gli indicatori segnalano deficit di piogge e umidità del suolo

Un altro studio internazionale delle Università di Catania, del Salento, della California e del Desert Research Institute di Las Vegas, pubblicato sulla rivista scientifica Land a marzo 2021, dal titolo “The Resilient Recurrent Behavior of Mediterranean Semi-Arid Complex Adaptive Landscapes”  mostra invece la situazione le aree vulnerabili della Regione Sicilia.

Fonti e approfondimenti:

https://www.unccd.int/sites/default/files/2022-05/Drought%20in%20Numbers.pdf

European Commission, Joint Research Centre, Toreti, A., Bavera, D., Cammalleri, C., et al., Drought in northern Italy March 2022 : GDO analytical report, 2022, https://data.europa.eu/doi/10.2760/781876

Petrosillo, I.; Valente, D.; Mulder, C.; Li, B.-L.; Jones, K.B.; Zurlini, G. The Resilient Recurrent Behavior of Mediterranean Semi-Arid Complex Adaptive Landscapes. Land 202110, 296. https://doi.org/10.3390/land10030296